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Spunti per lezioni di musica...

Pulsazioni

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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Ogni ritmo possiede delle “pulsazioni”: queste vengono ripetute in raggruppamenti di 2, 3, e soprattutto 4 movimenti (o passi, o schiocchi di dita...); 

Il ritmo da quattro pulsazioni (“uno, due, tre, quattro, uno, due, tre, quattro...”) non ha particolari caratterizzazioni; la maggior parte delle musiche che noi conosciamo sono in ritmo da 4 pulsazioni proprio per la sua estrema neutralità e versatilità.

Il ritmo da tre pulsazioni (“un, due, tre, un, due, tre...”) ha un carattere teso al girare, alla danza, soprattuto se di una certa velocità (pensate ai valzer).

Il ritmo da due pulsazioni (“un-due, un-due, un-due...”) ha molto di marziale, di camminata/corsa... 

In ognuna di queste scansioni ritmiche la prima pulsazione (“uno”) si chiama battere ed andrebbe leggermente marcata, proprio per sottolineare il senso della struttura ritmica.

Non perdetevi il prossimo post: ci saranno i consigli su come dirigere il gruppo di piccoli orchestrali che suonano un ritmo!

Musica & Kinestesia... KOSA?

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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Quando suonano (o seguono una musica), i bambini sono stimolati a percepire le emozioni che prendono forma nella postura del proprio corpo... (chi balla, chi batte le mani, chi dondola...)

E allora, sfruttando questo canale musicale, possiamo convertire emozioni di un certo tipo (rabbia, forza e rigidità degli arti) in altro (tranquillità, gioia e leggerezza... o viceversa, se occorre). 

Ogni bambino sarà accompagnato in questi processi cominciando dalle caratteristiche che più gli appartengono, per poi spostarsi su nuove posture e gestualità che lo porteranno ad una più alta coscienza di sé.(Il timido verso l'esuberanza, l'aggressivo verso l'introspezione... e così via!)

Provate ad accostare il suono (e silenzio) alle emozioni/stati d'animo e, soprattutto ai movimenti del corpo per poter così suonare gli strumenti in maniera ancora più corporea.

Il gesto (corporeo) con cui suoniamo uno strumento musicale è strettamente legato allo stato d’animo che vogliamo trasmettere: come in una sorta di identificazione, potremmo ricreare gesti impauriti, allegri, tristi.... magari con opportune posture, disposizioni, raggruppamenti.

Immaginavate di poter raccontare una storia... solo con musica e gestualità?

Trovate musiche emozionali gratis su: 

http://www.musicadidattica.com/musica/basi-per-racconti

Tipi base di esecuzione: I CLUSTER

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I cluster (o grappoli) sono costituiti da un gruppo di note, senza una precisa armonizzazione (immaginate di premere la mano aperta sulla tastiera del pianoforte), che permettono di creare effetti di sorpresa, suspence, attesa, mistero, noia, rapidità...; possiamo ottenere questi cluster suonando su metallofoni, xilofoni, ma anche con la voce (un po' più difficili, ma dagli effetti interessanti...)

Sono molto utili quali effetti nella musicazione dei racconti e, se ben preparati, svelano tantissime possibilità, votate perlopiù a sensazioni disagevoli, di tensione, paura... provare per credere!

Un esempio, giusto per sentire di cosa si tratta, di cluster lo trovate nel sottofondo "città1", che potete scaricare gratuitamente dal sito. 

 

Tipi base di esecuzione: LA MELODIA

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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Le melodie sono ciò che di più musicale possiamo immaginare: ciò che ricordiamo più facilmente, ciò che riusciamo ad imitare quasi alla perfezione. Nel caso delle canzoni, la melodia è ciò che amplifica il significato delle parole, facendole vibrare di intensità...

Non abbiamo bisogno di grande complessità: teniamo presente che, anche la semplice parte di una scala può soddisfare le nostre esigenze, soprattutto se siamo in possesso di basi musicali da accompagnamento. (Le trovate QUI)

Oltre agli strumenti Orff, possiamo utilizzare il canto, anche in versione a bocca chiusa...

Melodie conosciute saranno più orecchiabili, ma richiederanno una preparazione più accurata, proprio per la loro notorietà. Poi, in caso di spettacolino, ci sono sempre i diritti d'autore... attenzione!

Un consiglio: per quanto possibile usate musica che vi piace, non importa il genere,  o, se proprio dovete usare una specifica canzone, cercate di farvela piacere... funziona tutto davvero meglio. Se vi divertite voi, si divertono anche gli alunni!! E gli alunni che si divertono imparano.

Il Carnevale degli Animali (TUTTI, 1-14)

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Tipi base di esecuzione: RITMI (2)

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Ritmo con mani

L’esecuzione di parti ritmiche prevede l’utilizzo di qualsiasi strumento musicale, parti del corpo e anche di effetti sonori ricavabili dall’uso della voce. (!)

Dato che le parti ritmiche possono essere anche piuttosto semplici, sarebbe utile sperimentare con i bambini una sorta di scrittura musicale, da poter leggere per poter suonare anche in seguito i ritmi inventati. Per le classi dalla terza in su è previsto l’utilizzo di scrittura musicale di tipo convenzionale (le classiche note per intenderci...). Per il primo e il secondo anno, invece si può optare per scritture non convenzionali (palline colorate, righette...): in questo caso sappiate che ci sarà da sbizzarrirsi. Tuttavia, queste opere grafico-musicali andranno man mano trasformate per arrivare alla scrittura convenzionale. La notazione, in quanto scrittura, deve essere capita dalla maggior parte delle persone...

Oltre alla fantasia, avremo: la tipologia di ritmo adottata (varie combinazioni), gli strumenti impiegati, anche in configurazioni miste, e la dinamica sonora (forte, piano...). E' importante avere una chiara idea di ciò che vogliamo rappresentare con il nostro ritmo!

Ecco qualche esempio di "strumentazione", oltre al semplice battito di mani (ci tengo a ricordare che, a prescindere dai miei esempi, discutere con gli alunni è il modo migliore per trovare le idee!!):

- 1 o 2 o 3 dita sul palmo della mano 

- mani su petto, cosce, guance

- usare elementi di arredo, come la sedia, a mo' di tamburo (magari con i pennarelli come bacchette)

- usare suoni emessi dalla bocca, schiocchi, rotacismi, sibili  (per chi volesse approfondire, c'è addirittura una tecnica vocale chiamata scat)

- usare le parole, le sillabe, i suoni di vocali e consonanti (soprattutto in prima e seconda, un toccasana per la lettoscrittura!)

E così via! Ponetevi un obiettivo: troverete il suo ritmo!!!

Tipi base di esecuzione: SUONI GRANULARI

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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Se più di cinque alunni suonano, in maniera ripetuta e senza un ritmo precisato, strumenti a percussione, possibilmente dello stesso tipo  (come legnetti, maracas, ma anche xilofoni...oppure oggetti o parti del corpo) si ottiene un particolare effetto: un unico suono, generato dalla fusione dei suoni componenti, una specie di nebbiolina, brontolio, tempesta, fruscío... (a seconda di quali strumenti si stiano suonando e con quale intensità).

E' importante, per questo tipo di esecuzione, la direzione dell’orchestrina: i gesti delle mani devono guidare i crescendi ed i diminuendi, nonché gli attacchi e le pause. In pratica il gruppo di alunni interessati dovranno comportarsi quasi come un'unica persona... con un sacco di mani, però!

Provate poi a chiedere ad un alunno alla volta di provare a dirigere con i gesti delle mani questa orchestrina, vedrete!

Un ultimo consiglio: è caldamente consigliato usare delle basi sonore per completare l'effetto e rendere il tutto qualcosa di veramente intrigante: sul mio sito ne potete trovare di ogni tipo e sono scaricabili GRATIS! 

BASI GRATIS PER RACCONTI

E, se non siete totalmente in vacanza, i CD con le canzoni sono in offerta al 50% euro sino a fine mese!

Approfittatene subito!

Ti racconto in musica (3)

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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Gli interventi musicali: dove, come, quando e quanto.

Enfatizzazione musicale: analisi del racconto per individuare i punti che riteniamo più interessanti;

 

Cosa vogliamo enfatizzare:

Una prima analisi del testo da musicare ci impone di stabilire quali momenti valga la pena di arricchire con la musica.

 

- una canzone vera e propria crea uno stacco -> indicata per i cambi di scena, di sequenza o anche per sottolineare un momento veramente cruciale. Cercare di non eseguire più di 2 canti ravvicinati fra loro.

- un sottofondo musicale registrato, anche con aiuto di percussioni aumenta l’espressività di una scena -> indicato per parti narrate, dialoghi “intensi” di una certa durata, momenti in cui avviene un’azione particolare, anche senza il parlato...

- stacchi ritmici -> creano un momento di tensione, di crescendo del tono, senso di  movimento, spostamenti e camminate, passaggio del tempo...

 

- effetti sonori -> arricchiscono il racconto con infinite sfumature ed effetti più o meno particolari. 

Il Carnevale degli animali (VIDEO)

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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Ho preparato 14 mini-video da far vedere in classe per preparare i futuri musicisti al concerto cui assisteremo il 12 maggio a Tortona.

I video sono GRATUITAMENTE SCARICABILI di libero utilizzo! Buona visione!!

Ci metto anche il disegno che ho fatto in due versioni, colorato e... da stampare e colorare!

SCARICA QUI IL VIDEO in RISOLUZIONE ADEGUATA alla magnificenza delle LIM!!!

oppure VERSIONE YOUTUBE: in bassa risoluzione, ma velocissima da caricare!

https://youtu.be/i9YzsGHJuJA

(Video 1 di 14)

 

 

Ti racconto in musica (1)

  • Scritto da Alberto Defrancisci
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PREFAZIONE: Il corso si prefigge l’obbiettivo di dare alcune linee guida sulla “musicazione" di racconti da parte degli alunni. I racconti possono essere presi dall’esistente o inventati dalla classe...

LEZIONE 1:CACCIA AL SUONO!

durata: 30 minuti circa

luogo: aula o laboratorio di musica 

Proponiamo agli alunni una "caccia al suono": data un’emozione (che poi sarà presente nel racconto), ne sottolineiamo le caratteristiche, l’influsso sul nostro quotidiano e le associazioni con i vari eventi della vita.

…..

- Se dico “paura” a cosa pensate? In quali occasioni avete provato paura? 

…..

Dopo aver ricreato diverse immagini legate a questa emozione, si comincia la vera e propria “caccia al suono”.

A coppie (o a gruppetti di 3 o 4, non di più) gli alunni potranno incominciare l’esplorazione dell’ambiente (aula, laboratorio) alla ricerca di suoni che possano rievocare la sensazione della paura. Gli alunni individuano gli strumenti che, a loro parere, suscitano tale emozione, ma ne devono spiegare anche il motivo. Essi potranno sperimentare gli strumenti musicali, ma anche gli oggetti presenti nella stanza, sino ad arrivare, perché no?, all’uso del corpo e della voce: ciò che conta è la consapevolezza di ciò che il suono “organizzato” possa creare.

(L’insegnante, consiglia, interagisce, commenta e scrive su un cartellone gli strumenti/oggetti che vengono man mano individuati, quindi procede con il gruppetto successivo di “cacciatori di suoni”. Il resto della classe ha il compito attivo di valutare i suoni che vengono proposti dai cercatori e può, in ogni caso, proporre interpretazioni e suggerire idee.)

 
Per rendere ancora più suggestiva questa lezione consiglio vivamente di riprodurre alcuni sottofondi “emozionali” che potete trovare gratis sul mio sito:

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  1. Ti racconto in musica (2)